FAQ Regime
Forfettario 2026
Le risposte alle domande che si fanno tutti quando aprono o gestiscono una partita IVA in regime forfettario.
Qual è la soglia di ricavi 2026 per restare nel regime forfettario?
La soglia è di 85.000 € di ricavi o compensi incassati nell'anno solare. Tra 85.001 € e 100.000 € resti in forfettario per l'anno in corso ma passi al regime ordinario dall'anno successivo. Oltre 100.000 € esci dal forfettario nello stesso anno e devi applicare l'IVA su tutte le operazioni successive al superamento.
Quanto si paga di tasse in regime forfettario nel 2026?
L'imposta sostitutiva è del 15% sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività). Per le nuove attività si applica l'aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni, a condizione che non sia una mera prosecuzione di attività già svolta. L'imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP.
Cos'è il coefficiente di redditività e come funziona?
È una percentuale fissata per legge in base al codice ATECO dell'attività. Va dal 40% (commercio, ristorazione, alimentari) all'86% (costruzioni e attività immobiliari). Si applica ai ricavi per determinare il reddito imponibile su cui calcolare imposta e contributi. I costi non sono deducibili analiticamente: si considerano già forfettizzati dentro il coefficiente.
I contributi INPS sono deducibili?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno si deducono integralmente dal reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta sostitutiva. L'eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.
Quanto pagano di INPS i forfettari nel 2026?
Dipende dalla gestione. Gestione Separata (professionisti senza cassa): 26,07% sul reddito imponibile, oppure 24% se hai altra copertura previdenziale. Artigiani: 24% con minimale di reddito 18.808 €. Commercianti: 24,48% con stesso minimale. Artigiani e Commercianti in forfettario possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi.
Cos'è la riduzione del 35% per i forfettari?
È un'agevolazione riservata agli iscritti alle gestioni INPS Artigiani o Commercianti in regime forfettario. Riduce del 35% sia i contributi fissi sul minimale sia quelli percentuali sull'eccedenza. Attenzione: la riduzione comporta un proporzionale abbassamento dell'anzianità contributiva ai fini pensionistici. Va richiesta tramite il cassetto previdenziale INPS.
Posso accedere al regime forfettario se sono già dipendente?
Sì, ma solo se il reddito da lavoro dipendente o pensione dell'anno precedente non supera i 35.000 €. Oltre questa soglia non puoi né accedere né continuare ad applicare il forfettario.
La fattura elettronica è obbligatoria per i forfettari?
Sì, è obbligatoria per tutti i forfettari indipendentemente dal volume di ricavi. L'unica eccezione riguarda le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, per cui resta il divieto di fatturazione elettronica.
I forfettari devono applicare l'IVA?
No. In regime forfettario le fatture si emettono senza IVA. Va indicata la dicitura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 — regime forfettario".
I forfettari devono mettere la marca da bollo sulle fatture?
Sì, marca da bollo di 2 € su ogni fattura di importo superiore a 77,47 €. Si applica con il pagamento del bollo virtuale tramite F24.
Cos'è e come si calcola l'acconto dell'imposta?
L'acconto si calcola sull'imposta sostitutiva dell'anno precedente. Sotto 51,65 €: nessun acconto. Tra 51,65 € e 257,52 €: acconto in unica soluzione entro il 30 novembre. Sopra 257,52 €: 40% entro il 30 giugno + 60% entro il 30 novembre. Il primo anno di attività non si versano acconti.
Quali sono le principali cause di esclusione dal forfettario?
Le principali: aver superato 85.000 € di ricavi nell'anno precedente, redditi da lavoro dipendente/pensione oltre 35.000 €, partecipazione di controllo in SRL con attività riconducibile alla propria, fatturazione prevalente verso ex datori di lavoro, residenza fiscale fuori dall'Italia (con eccezioni UE/SEE).
Posso assumere dipendenti restando in forfettario?
Sì, ma con limiti. Puoi sostenere spese per lavoro dipendente, accessorio e collaborazioni fino a un massimo di 20.000 € lordi l'anno. Oltre questa soglia decadi dal regime.
Cosa succede se supero la soglia degli 85.000 € durante l'anno?
Se la superi ma resti entro 100.000 €: completi l'anno in forfettario e passi al regime ordinario dal 1° gennaio successivo. Se superi 100.000 €: l'uscita è immediata. Da quel momento devi applicare l'IVA su tutte le fatture, anche su quelle che riguardano l'operazione che ha causato il superamento.
L'aliquota agevolata del 5% vale per tutti i nuovi forfettari?
No. Si applica solo se rispetti tre condizioni: l'attività deve essere effettivamente nuova (non mera prosecuzione), nei 3 anni precedenti non devi aver esercitato altra attività artistica/professionale/d'impresa (anche in forma associata), e se prosegui un'attività di altri il volume di ricavi non deve superare la soglia per l'accesso.
Posso dedurre le spese sostenute per l'attività?
No, le spese reali non sono deducibili analiticamente. Il coefficiente di redditività presume forfettariamente una quota di costi. Per questo il regime conviene a chi ha costi bassi rispetto ai ricavi.
Quando paghiamo le tasse e l'INPS?
Le due date chiave sono il 30 giugno (saldo anno precedente + 1° acconto anno in corso + saldo/acconto INPS) e il 30 novembre (2° acconto). Per chi è in Gestione Artigiani/Commercianti ci sono anche le rate fisse trimestrali del minimale: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio.
Come si calcola il netto effettivo in regime forfettario?
Netto = Fatturato − Contributi INPS − Imposta sostitutiva. L'imposta si calcola così: prima si determina il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), poi si sottraggono i contributi INPS pagati, e sulla differenza si applica il 5% o il 15%. Puoi simulare il tuo caso con il calcolatore.
Contenuti puramente informativi, non costituiscono consulenza fiscale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un professionista abilitato.