guida passo passo

Come aprire la partita IVA forfettaria nel 2026

Dalla verifica dei requisiti alla prima fattura elettronica: i 7 passi per aprire la partita IVA in regime forfettario, con cosa cambia tra professionisti e imprese.

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    Verifica di poter entrare nel forfettario

    Puoi aprire in forfettario se prevedi ricavi entro 85.000 € l'anno, se l'anno prima non hai avuto redditi da lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 € (soglia valida per il 2026, poi salvo proroghe 30.000 €) e se non ricadi in una causa di esclusione (ad esempio il controllo di una SRL che fa un'attività simile). Tutti i requisiti sono nella guida al forfettario 2026.

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    Scegli il codice ATECO

    Il codice ATECO descrive la tua attività e determina il coefficiente di redditività, cioè la parte del fatturato su cui paghi tasse e contributi. Scegli il codice che corrisponde all'attività prevalente: dal 1° aprile 2025 si usa la classificazione ATECO 2025. Puoi confrontare i coefficienti nella tabella dei coefficienti per codice ATECO.

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    Capisci se sei professionista o impresa

    Professionisti (consulenti, sviluppatori, grafici, formatori…): aprono la partita IVA all'Agenzia delle Entrate e versano i contributi alla Gestione Separata INPS, oppure alla propria cassa se iscritti a un ordine. Imprese (artigiani e commercianti): si iscrivono anche al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e alla gestione INPS Artigiani o Commercianti, con un contributo minimo annuo anche se fatturano poco.

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    Apri la partita IVA

    I professionisti presentano il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, online con SPID o tramite un intermediario, indicando di voler applicare il regime forfettario. È gratuito. Le imprese usano invece la Comunicazione Unica (ComUnica)al Registro delle Imprese, che in un'unica pratica apre la partita IVA e avvisa INPS e, se serve, INAIL; per alcune attività serve anche la SCIA al Comune.

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    Iscriviti all'INPS

    Chi versa alla Gestione Separata deve iscriversi online sul sito INPS. Per artigiani e commercianti l'iscrizione parte con la ComUnica; in quel momento puoi anche chiedere la riduzione contributiva del 35% riservata ai forfettari. Per capire quanto pagherai, usa il calcolatore forfettario.

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    Prepara PEC e fattura elettronica

    Le imprese devono avere un indirizzo PEC (domicilio digitale), e così anche i professionisti iscritti a un ordine. La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari: puoi usare il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate o un software di fatturazione. In fattura non metti l'IVA, ma la dicitura del regime forfettario e la marca da bollo da 2 € sopra 77,47 €.

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    Organizza conto e scadenze

    Un conto corrente dedicato non è obbligatorio per le ditte individuali, ma aiuta a tenere separati incassi e spese personali. Metti da parte ogni mese una quota per tasse e contributi: il primo anno non paghi acconti, ma l'anno dopo arrivano saldo e acconti insieme. Trovi le date nel calendario delle scadenze 2026 e gli importi nel calcolatore degli acconti.

Prima di aprire, fai due conti

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Domande frequenti

Quanto costa aprire la partita IVA forfettaria?

Per un professionista l'apertura all'Agenzia delle Entrate è gratuita. Per un'impresa individuale ci sono i costi della pratica camerale e il diritto annuale alla Camera di Commercio, in genere qualche decina di euro. A parte vanno considerati l'eventuale commercialista, il software di fatturazione e, per artigiani e commercianti, i contributi INPS minimi annui.

Posso aprire la partita IVA forfettaria se sono dipendente?

Sì, se nell'anno precedente il reddito da lavoro dipendente o pensione non ha superato 35.000 € e se non fatturi in prevalenza al tuo datore di lavoro attuale o a quelli degli ultimi due anni. Puoi confrontare le due situazioni con il calcolatore dipendente o partita IVA.

Serve per forza un commercialista?

Non è obbligatorio: in forfettario la contabilità è semplice e molti adempimenti si possono gestire da soli. Un professionista è però utile per scegliere il codice ATECO, verificare i requisiti del 5% e compilare la dichiarazione dei redditi, soprattutto il primo anno.

Entro quando devo aprire la partita IVA?

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Se lavori in modo occasionale puoi usare la prestazione occasionale, ma quando l'attività diventa abituale serve la partita IVA.

Contenuti puramente informativi, non costituiscono consulenza fiscale. Procedure e costi possono variare in base all'attività e alla Camera di Commercio: verifica sempre il tuo caso con un professionista abilitato.