fattura forfettario 2026

Fattura in regime forfettario: diciture ed esempio

Le diciture pronte da copiare, i codici da usare nella fattura elettronica e un esempio completo, per emettere la fattura da forfettario senza errori.

1. Dicitura per l'esenzione IVA

Va su ogni fattura: il forfettario non applica l'IVA e deve indicarne il motivo.

Operazione in franchigia da IVA effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime forfettario

2. Dicitura per la ritenuta d'acconto

Serve quando il cliente è un'azienda o un professionista, che altrimenti tratterrebbe il 20%. Verso i privati non serve.

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della Legge n. 190/2014

3. Marca da bollo

Se il totale della fattura supera 77,47 € è dovuta l'imposta di bollo da 2 €. Nelle fatture elettroniche si assolve in modo virtuale e puoi indicarlo così:

Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17/06/2014

Il bollo delle fatture elettroniche si versa con F24 ogni trimestre: entro il 31 maggio, il 30 settembre, il 30 novembre e il 28 febbraio dell'anno successivo, con i codici tributo da 2521 a 2524. Se gli importi sono piccoli i primi trimestri si possono accorpare ai successivi: l'Agenzia delle Entrate calcola l'importo dovuto nel portale Fatture e Corrispettivi.

4. Codici della fattura elettronica

CampoValore per il forfettario
Regime fiscaleRF19 – Regime forfettario
Aliquota IVA0,00%
Natura dell'operazioneN2.2 – Non soggette, altri casi
Bollo virtualeSI, importo 2,00 € (se il totale supera 77,47 €)
RitenutaNessuna

Esempio di fattura

Consulenza marketing – ottobre 20261.000,00 €
Rivalsa INPS 4% (facoltativa, solo Gestione Separata)40,00 €
Marca da bollo2,00 €
Totale da pagare1.042,00 €

IVA non applicata, nessuna ritenuta. In fondo alla fattura: la dicitura per l'esenzione IVA, quella per la ritenuta (se il cliente è un'azienda) e quella sul bollo virtuale.

Oltre a questi elementi la fattura deve contenere i dati obbligatori di sempre: numero progressivo, data, i tuoi dati e la tua partita IVA, i dati del cliente (codice fiscale o partita IVA, codice destinatario o PEC per la fattura elettronica) e la descrizione della prestazione.

Vuoi sapere quanto ti resta di quella fattura dopo tasse e contributi? Usa il calcolatore forfettario. Se devi ancora aprire la partita IVA, parti dalla guida passo passo.

Domande frequenti

Qual è la dicitura da mettere in fattura nel regime forfettario?

Per l'IVA: "Operazione in franchigia da IVA effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime forfettario". Se fatturi a un'azienda o a un professionista, aggiungi anche: "Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della Legge n. 190/2014". Non esiste una formula obbligatoria parola per parola, ma deve essere chiaro il riferimento alla Legge 190/2014.

Il forfettario deve fare la fattura elettronica?

Sì, dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, qualunque sia il fatturato. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, per le quali la fattura elettronica non va emessa.

Chi paga la marca da bollo da 2 €?

Per legge è dovuta da chi emette la fattura, ma si può addebitare al cliente indicandola come voce della fattura. In ogni caso il forfettario la versa poi all'Erario con F24: per le fatture elettroniche il bollo è virtuale e si paga ogni trimestre.

Perché in fattura non c'è la ritenuta d'acconto?

I compensi dei forfettari non sono soggetti a ritenuta d'acconto: l'imposta sostitutiva la versi tu con la dichiarazione dei redditi. Per questo serve la dicitura che chiede al cliente di non applicare la ritenuta.

Posso addebitare al cliente la rivalsa INPS?

Sì, chi è iscritto alla Gestione Separata può addebitare in fattura la rivalsa INPS del 4% sul compenso. Non è un contributo in più ma una quota che il cliente ti rimborsa, e fa parte del fatturato su cui calcoli tasse e contributi.

Contenuti puramente informativi, non costituiscono consulenza fiscale. Per casi particolari (operazioni con l'estero, prestazioni sanitarie, reverse charge) rivolgiti a un professionista abilitato.