regole 2026

Partita IVA forfettaria e lavoro dipendente insieme

Si può tenere lo stipendio e aprire una partita IVA forfettaria per un secondo lavoro. Ecco le due regole da rispettare, come si pagano tasse e contributi e quanto ti resta.

Regola 1: reddito da dipendente entro 35.000 €

Puoi applicare il forfettario solo se nell'anno precedente il reddito da lavoro dipendente o da pensione non ha superato 35.000 €. Attenzione: la soglia ordinaria è 30.000 €, i 35.000 € sono una deroga prorogata per il 2026 dalla Legge di Bilancio (L. 199/2025). Salvo nuove proroghe, dal 2027 torna a 30.000 €: se nel 2026 il tuo reddito da dipendente supera 30.000 €, verifica prima di pianificare il 2027. Il controllo si fa ogni anno: se lo superi, dall'anno successivo esci dal regime. Il limite non conta se il rapporto di lavoro è cessato e non ne hai iniziato un altro.

Regola 2: non fatturare al tuo datore di lavoro

Sei escluso dal forfettario se fatturi in prevalenza al datore di lavoro attuale o a quelli dei due anni precedenti, o a soggetti a loro collegati. La regola serve a evitare che un rapporto di lavoro dipendente venga trasformato in partita IVA. Fanno eccezione i praticanti che iniziano una professione.

Tasse: due binari separati

Lo stipendio continua a essere tassato con l'IRPEF in busta paga. Il reddito della partita IVA paga invece l'imposta sostitutiva del 5% o del 15% e non si sommaallo stipendio per l'IRPEF: non fa salire lo scaglione. Nella dichiarazione dei redditi compili sia la parte del lavoro dipendente sia il quadro del forfettario.

Contributi INPS: il 24% invece del 26,07%

Se sei un professionista in Gestione Separata e hai già la copertura previdenziale da dipendente, paghi l'aliquota ridotta del 24%. Su 15.000 € di fatturato con coefficiente 78% e imposta al 15% ti restano circa 10.860 €netti, invece di circa 10.650 € con l'aliquota piena. Se invece la tua attività è artigiana o commerciale, devi iscriverti alla gestione INPS relativa e pagare i contributi minimi anche se lavori poco.

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Domande frequenti

Posso aprire la partita IVA forfettaria se sono dipendente a tempo pieno?

Sì, il regime forfettario non lo vieta: contano il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente, che non deve superare 35.000 €, e il fatto di non fatturare in prevalenza al datore di lavoro. Verifica però anche il tuo contratto: alcuni contratti e il pubblico impiego limitano o vietano altre attività.

Cosa succede se il reddito da dipendente supera 35.000 €?

Se nell'anno precedente il reddito da lavoro dipendente o assimilato ha superato 35.000 €, non puoi applicare il forfettario per l'anno in corso. La soglia ordinaria è 30.000 €: i 35.000 € sono una deroga prorogata per il 2026 dalla Legge di Bilancio (L. 199/2025) e, salvo nuove proroghe, dal 2027 si torna a 30.000 €. Il limite non si applica se il rapporto di lavoro è cessato, a meno che tu non sia passato a un nuovo impiego.

Il reddito da partita IVA fa aumentare l'IRPEF sullo stipendio?

No. Il reddito forfettario è tassato a parte con l'imposta sostitutiva e non si somma allo stipendio per calcolare l'IRPEF. Conta però per alcune verifiche, ad esempio per sapere se un familiare è fiscalmente a carico o per l'ISEE.

Quanto pago di INPS se sono già dipendente?

Se versi alla Gestione Separata e hai già un'altra copertura previdenziale obbligatoria, come quella da lavoro dipendente, l'aliquota 2026 è il 24% invece del 26,07%. Per artigiani e commercianti invece i contributi minimi sono dovuti comunque.

Stai pensando di lasciare il lavoro dipendente? Confronta le due strade con il calcolatore dipendente o partita IVA, e se devi ancora aprire segui la guida passo passo.

Contenuti puramente informativi, non costituiscono consulenza fiscale. Verifica anche il tuo contratto di lavoro e rivolgiti a un professionista abilitato per il tuo caso.