prestazione occasionale 2026

Prestazione occasionale:
quanto ricevi davvero

Inserisci il compenso lordo: calcoliamo la ritenuta d'acconto del 20%, gli eventuali contributi INPS oltre i 5.000 € annui e quanto ti arriva sul conto.

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Somma di tutti i committenti: serve per sapere se superi i 5.000 € oltre i quali si pagano i contributi INPS.

Ricevi sul conto
800 €
su 1.000 € lordi · più 2 € di marca da bollo sulla ricevuta
Netto
800 €
Ritenuta 20%
200 €
INPS tua quota
0 €
Sei sotto i 5.000 € annui (totale 1.000 €): niente contributi INPS. La ritenuta del 20% è un acconto: l'IRPEF definitiva si calcola in dichiarazione dei redditi.

Esempi pronti

SituazioneRiceviDettaglio
1.000 € da un'azienda, primi compensi dell'anno800 €ritenuta 200 €
1.000 € da un privato1.000 €nessuna ritenuta, IRPEF in dichiarazione
1.000 € da un'azienda, con 4.500 € già incassati755 €INPS su 500 €: 56 € tua quota, ritenuta 189 €
2.000 € da un'azienda, con 6.000 € già incassati1.420 €INPS su 2.000 €: 225 € tua quota, ritenuta 355 €

Lavoratore senza altra copertura previdenziale. Importi arrotondati all'euro, marca da bollo esclusa.

Come funziona la prestazione occasionale

È un lavoro autonomo svolto senza partita IVA, in modo saltuario e senza un'organizzazione stabile. Si documenta con una ricevuta che indica compenso lordo, ritenuta d'acconto se il committente è un sostituto d'imposta, e marca da bollo da 2 € sopra 77,47 €.

I compensi sono redditi diversi: la ritenuta del 20% è solo un anticipo dell'IRPEF, che si ricalcola in dichiarazione dei redditi. Sotto i 5.000 € annui non si pagano contributi INPS; oltre, si pagano sulla sola parte eccedente.

Quando conviene aprire la partita IVA

Se lavori con continuità o i compensi crescono, la partita IVA in regime forfettario è spesso più conveniente: paghi un'imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni invece dell'IRPEF che parte dal 23%. Confronta il netto con il calcolatore forfettario, scopri quanto devi fatturare per guadagnare una cifra netta e leggi la guida al forfettario 2026.

Domande frequenti

Qual è il limite della prestazione occasionale?

Non esiste un tetto di importo oltre il quale sei obbligato ad aprire la partita IVA. I 5.000 € annui sono la soglia oltre la quale si pagano i contributi INPS in Gestione Separata. Ciò che conta è che l'attività sia davvero occasionale: se diventa abituale, continuativa e organizzata, serve la partita IVA anche con importi bassi.

Come si calcola la ritenuta d'acconto del 20%?

Se il committente è un'azienda o un professionista (sostituto d'imposta), trattiene il 20% del compenso lordo, al netto dell'eventuale quota INPS a tuo carico, e lo versa all'Erario per te. Su 1.000 € ricevi quindi 800 €. È un acconto: l'imposta definitiva si calcola in dichiarazione dei redditi insieme agli altri tuoi redditi.

Cosa succede se supero i 5.000 € di prestazioni occasionali?

Sulla parte che supera 5.000 € (sommando tutti i committenti dell'anno) si pagano contributi INPS in Gestione Separata: il 33,72% nel 2026, oppure il 24% se hai già un'altra copertura previdenziale o sei pensionato. Un terzo è a tuo carico e viene trattenuto dal compenso, due terzi li paga il committente. Devi anche iscriverti alla Gestione Separata.

Serve la marca da bollo sulla ricevuta?

Sì, sulle ricevute di importo superiore a 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €. Di solito è a carico di chi emette la ricevuta, ma si può addebitare al committente indicandolo nella ricevuta.

Devo dichiarare i compensi da prestazione occasionale?

Sì, sono redditi diversi e vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi. Se il committente ha applicato la ritenuta, ti invia la Certificazione Unica e la ritenuta versata si scala dall'IRPEF dovuta.

Strumento puramente informativo, non costituisce consulenza fiscale. L'IRPEF definitiva dipende da tutti i tuoi redditi e detrazioni. Verifica sempre la tua posizione con un professionista abilitato.